La Tempesta Sicura…ma tossica!

L’anno ormai è iniziato a pieno regime ed è sempre utile ogni tanto fermarsi a fare qualche riflessione. Per chi esercita la mia professione è sempre interessante vedere la reazione dei pazienti quando si arriva al momento di aver individuato con nettezza, uno o più dei punti focali responsabili del malessere, della tristezza, dell’inquietudine o del vero e proprio dolore.  Purtroppo, capita frequentemente che i pazienti abbiano paura di fare i conti con ciò che di colpo gli si para davanti, una sorta di totem oscuro che per essere eliminato, obbligherebbe ad un cambio di comportamento che non tutti hanno la forza, o la voglia, di affrontare.

Piuttosto che “mettersi in salvo” si preferisce continuare a navigare in un mare estremamente tempestoso ma che ha il pregio di essere conosciuto, di non riservare alcuna sorpresa (e aggiungerei, ahimé). Vi assicuro che per quanto noi psicologi ci possiamo impegnare per mostrare gli innumerevoli benefici di un cambiamento, c’è chi questo cambiamento pur nell’illusione iniziale data a sé stessi di volerlo intraprendere, poi si rifiuta interrompendo le sedute di punto in bianco.

Onestamente è un qualcosa che mi colpisce sempre profondamente. Vedere ad esempio delle donne, vittime di menzogne, di false speranze, di insulti verbali, che avrebbero tutte le risorse per tirarsene fuori, e che invece decidono di non interrompere certe situazioni per paura dell’ignoto, aggrappandosi a ricordi di belle giornate, comunque costruite sulla finzione, sarà sempre un fatto che non mi farà mai stare bene.

Non è un problema solo delle coppie (o presunte tali), queste situazioni si verificano anche per traumi personali che vengono sottovalutati o addirittura non compresi e identificati, per non reazioni a determinate situazioni sul lavoro, rapporti amicali che invece sono tutt’altro, e via dicendo.  Per fortuna molti sono quelli che invece vogliono davvero arrivare alla soluzione del problema e spesso ci riescono, ma per come sono fatto io, anche perderne uno ( o una), non lo accetto con tranquillità. Sapere che qualcuno sceglie convintamente di rinunciare a stare bene non mi lascerà mai indifferente e lavorerò e studierò sempre di più per far sì che le armi in mio possesso, per aiutare queste persone, siano sempre di più. Mettiamolo nei propositi del nuovo anno.

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